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- 2026 - Lettera a Fratello San Francesco
- “Outstanding Achievement Award” 2025
- 2025 - Il granaio dello spirito
- 2025 - III Simposio Universale dell’Anima e dell’Economia
- 2025 - Lettera ai giovani per una umanistica rivoluzione
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- 2025 - Lettera ad un’anima bella
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- 2024 - Lettera di elogio alla Vecchiezza
- 2024 - Lusso gentile, simbolo della bellezza secondo misura
- 2024 - Lettera universale alle donne
- 2023 - "In mezz'ora" Rai 3, intervista con Monica Maggioni
- GQ Designer of the Year 2023
- 2023 - Proficua e armoniosa: l’intelligenza artificiale al nostro fianco
- 2023 - Lettera della Artificiale e Umana Intelligenza
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- 2023 - "Soul", intervista con Monica Mondo per Tv2000
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- 2022 - Lettera ai saggi dell'Umanità
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- 2021 - Lettera di lode all’Italia
- 2021 - Discorso di Brunello Cucinelli in occasione del G20
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- GQ Designer of the Year 2021
- 2021 - Intervista a Brunello Cucinelli, ospite di Sky tg24
- 2021 - Lettera di gratitudine ai nostri lavoratori
- 2020 - Umanesimo Universale & Tecnologia: dialogo con Marco Montemagno
- 2020 - Tributo ai popoli di Mongolia e Cina
- 2020 - Intervista “Faccia a faccia con Brunello Cucinelli”
- 2020 - Lettera per un nuovo contratto sociale con il Creato
- 2020 - Discorso per l'inaugurazione virtuale degli "IBM Studios Milano"
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- 2020 - Lettera ad una persona umana
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- 2019 - Dialogo con Marco Montemagno
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Lettera alla Pace
Noè e la colomba, dettaglio del mosaico del XIII secolo, Cattedrale di Monreale, Italia © 2026 Manuel Cohen/Scala, Firenze
Solomeo, 2 aprile 2026
O Pace amatissima, sono attratto dalla storia, che mi è vicina ogni giorno con le cose che vedo e con le cose che leggo; nella storia cerco risposte alle domande sul perché in così tanti e lunghi periodi di tempo sei stata prigioniera, ma non arrivo mai a ragioni convincenti. A volte qualcuno, mia cara Pace, mi parla di te come di un sogno incantato; ma tu non sei un sogno, tu non sei un’isola che non c’è. Tu sei vera, possibile, autentica e necessaria come l’aria. La storia, le testimonianze di chi ti ha visto piangere silenziosa chiusa in luoghi nascosti, restano di altissimo aiuto, e gli storici sono i nostri maestri, certo, ma nemmeno loro sono bravi quanto gli artisti, poeti, pittori, romanzieri, a mettere nella più vera luce la tua grandezza, la bellezza e la tua essenza umana; sei stata cantata dall’arte come nessuno mai ha fatto, credo, fino a oggi.
Sere fa ho fantasticato, immaginando di trovarmi in una città straordinaria, piena di sole e di verde, che poteva essere tanto antica quanto moderna, tanto orientale che occidentale, una città di persone di ogni colore della pelle, di bambini, di vecchi, di donne e uomini laboriosi, che sembravano danzare cantando in armonia con il tempo. E guardando bene, nel sogno, capivo che in realtà essi, semplicemente, erano così gioiosi perché stavano vivendo in te: nella Pace.
Ammiravo i visi allegri e i movimenti armoniosi e operosi di tante persone; ero incantato da una serenità che, come una luce generosa, si effondeva sui visi di quei cittadini felici.
Quante altre volte ti ho ammirata, o desiderata Pace, come nel grande affresco trecentesco di Lorenzetti, a Siena, che parla di Buon Governo; in quel geniale dipinto gli uomini, le donne, i bambini e gli animali non sono diversi, nella loro serena gioia, da quelli del mio fantasticare; il Buon Governo è, credo, una delle tue case preferite, e tu prosperi quando lui regna. Tu però possiedi anche un’altra casa, altrettanto grande e bella, che ami molto, ed è la Fratellanza.
Ce lo insegnò ottocento anni fa Francesco, un santo che visse in povertà, che parlava con tutte le cose del Creato; dedicò loro un cantico fra i più belli dal tempo della Bibbia. San Francesco non faceva differenze tra persona e persona, né tra animali, o cose, perché tutto per lui era pervaso da un’anima fraterna, perfino la morte, che per primo e solo chiamò sorella. Capiva che il bene dell’umanità nasce dalla Fratellanza.
È primavera. Le rondini, fedeli come ogni anno, sono tornate a garrire nel mio amato borgo di Solomeo. Affacciato alla torre del Castello sono rimasto incantato a guardarle volteggiare fin quando non è comparsa la prima stella, e in quell’aria dolce di profumi e di vita che rinasce, tu eri lì presente.
Oggi sei di nuovo imprigionata, in tante parti di questo nostro pianeta; chi ti libererà? Saranno gli uomini e le donne, fratelli di ogni popolo? Saranno i nostri governanti protempore? Saranno i santi di ogni religione? Saremo probabilmente tutti noi affratellati, forse, a spezzare per sempre le tue catene, perché tu non sia mai più prigioniera, perché il tuo bel volto possa di nuovo sorridere su ogni parte del mondo; e il mio augurio è che tu torni regina per sempre, per noi umani viventi e per le generazioni nuove che seguiranno, nel bene, ancora per millenni.