La Mia Idea di Capitalismo Umanistico

Ho fatto del capitalismo umanistico la guida della mia condotta di imprenditore fin dai primi passi, e ho immaginato e coniato per l’impresa tale espressione.

Hanno contribuito a formare la mia personalità alcune esperienze giovanili; tra queste, quella più incisiva fu forse vedere mio padre ingiustamente offeso sul lavoro, e poi gli scherzi non sempre benevoli ai quali assistevo a scuola nei riguardi dei compagni più deboli. Anche l’atteggiamento che altri compagni, abitanti in città, assumevano verso di me e verso i miei fratelli, che venivamo dalla campagna, era per me incomprensibile. Ho narrato tutto questo ne Il Sogno di Solomeo (La mia vita e l’idea del capitalismo umanistico), il libro dove parlo della mia vita, pubblicato dall’Editore Feltrinelli nel 2018. Ma qui tengo soprattutto a spiegare che è stata proprio la vita contadina che mi ha formato ai valori di impegno per la vita, di rispetto e di sussidiarietà verso gli altri, e di una concezione spirituale verso la natura.

Il Sogno di Solomeo

Copertina del libro "Il sogno di Solomeo. La mia vita e l'idea di capitalismo umanistico", di Brunello Cucinelli. Per gentile concessione de Feltrinelli editore, 2018

Il Sogno di Solomeo

Anche il bar del paese, che ho frequentato più tardi, negli anni della giovinezza, fu importante; luogo di incontri umani diversi, intensi e ricchi di amabilità, divenne per me l’università dell’anima. Le mie origini, la mia personalità e le mie esperienze iniziarono allora a dialogare tra loro.

Dell’università vera e propria, che frequentai con scarso profitto come allievo della facoltà di ingegneria, vedevo con fascino gli aspetti sociali degli incontri fra i ragazzi, con temi in parte diversi, o forse trattati in maniera diversa, da quelli che nascevano al bar, ma che proprio per questo andavano a consolidare l’idea di porre al primo posto il rispetto verso le persone e verso il Creato.

Su tali basi è sorto il mio capitalismo umanistico, informato agli aspetti sociali, con la chiara idea del valore primario della persona umana, dando alla stessa dignità morale ed economica.

1998 Platinum

Anche sul lavoro, nei primi passi, alcune esperienze mi confermarono nel convincimento che l’umanità è la vera anima del capitalismo umanistico contemporaneo: come quando da altri imprenditori mi fu dato un prestito, a me alle prime armi, esclusivamente sulla stima della mia persona; un prestito garantito soltanto da una semplice stretta di mano!

Mi sembra affascinante che in un’epoca lontana come il primo secolo dopo Cristo, un grande saggio come Plinio il Vecchio pensasse che: «Tutto era migliore un tempo, quando vi erano minori risorse, mentre ora si bada più ai valori materiali che a quelli spirituali».

Come abbiamo visto, parte della vita, con l’esperienza fino all’università, con le offese a mio padre, con la vita del bar, mi è servita a capire tutto questo. Le umiliazioni proprio non le comprendevo, ed ecco che sono riuscito a immaginare la mia idea di capitalismo umanistico.

1996 Settimanale dell'Umbria
1999 Il Sole 24 Ore

Ma concretamente cos’è il capitalismo umanistico? Abbiamo avuto dei grandi maestri che ci hanno educato, sono stati e sono i nostri modelli ispiratori, ci hanno detto una cosa magica: vivere in armonia e senza danno per il creato. Un’idea giusta, che è nata anche grazie a loro, un’idea contemporanea.

Ebbene, ciò che io intendo per capitalismo umanistico è questa idea, questo concetto del “giusto”. Il giusto profitto, un profitto commisurato e armonizzato con il dono, ecco il primo grande tema: immagino un grande equilibrio tra profitto e dono; donare al mondo sentendosi custodi del creato, lasciare a chi verrà dopo di noi non lo stesso mondo che abbiamo trovato, ma addirittura un mondo reso più amabile.

Il secondo grande tema: fare profitti con etica, dignità e morale. Non so se ci sono riuscito, ma questo ho voluto fare. Non recare danni all’umanità, o perlomeno recarne il meno possibile.

Nei tempi contemporanei, con l’arrivo di internet, tu devi essere credibile. Colui che gestisce l’impresa deve essere vero, perché oggi tutto ciò che dici e fai è dinanzi agli occhi di tutti. E basta una volta sola per perdere la credibilità.

Benedetto Cotrugli

Copertina del libro "Della mercatura et del mercante perfecto" di Benedetto Cotrugli, 1602. Foto:dalla collezione della Fondazione Mansutti, Milano

Targa Socrate

Altro tema, fra i più affascinanti per la dignità umana è quello dei luoghi di lavoro: si deve lavorare in luoghi che elevano la dignità; predisporre un ambiente di lavoro amabile, da dove si possono alzare gli occhi verso il cielo, verso il paesaggio, e magari vedere la casa dove la sera tornerò con la mia famiglia. Jean Jacques Rousseau parlava spesso dell’equilibro del creato, e di qui la responsabilità di costruire senza danni per il creato. Un grande tema del capitalismo umanistico. Preoccuparsi di dove costruire la propria fabbrica. Preoccuparsi di una grande cultura d’impresa; il capitalismo è questo.

Come ulteriore tema, non meno importante degli altri fin qui esposti, penso anche al giusto tempo del lavoro. Al di fuori del tempo di lavoro non si deve mai essere “connessi”: San Benedetto ricordava spesso ai suoi monaci che c’è un tempo per il lavoro e un tempo per l’anima. Il lavoro giusto non ruba mai l’anima alle persone, e va riconosciuto nel suo grande valore. Così facendo il lavoro riesce meglio; e dunque dimostrare la stima e il giusto apprezzamento per il lavoro svolto è importante, perché aumenta la responsabilità e la creatività.

Immagino il capitalismo umanistico come una grande armonia entro la quale il profitto, il dono, la custodia, la dignità della persona umana e l’etica della verità vivono nel reciproco arricchimento.

Brunello's office

Brunello Cucinelli, campagna AI 1995

Chiudi
Seleziona la tua lingua