Solomeo è un borgo medioevale la cui fondazione risale probabilmente alla bonifica che nel XII secolo sottrasse la valle all’abbandono, segnandone così la rinascita agricola. Le persone che lavoravano alla bonifica eressero sulla dolce collina le loro prime case perché l’aria era più pura.

Solomeo, targa
Solomeo Stemma

La Chiesa di san Bartolomeo, del XII secolo, testimonia la stabilità dell’insediamento, e il castello, di poco più tardo, testimonia inoltre la necessità di difesa dalle frequenti incursioni e saccheggi di quei tempi.

Solomeo, borgo

Il borgo è posto in prossimità della strada che nel medioevo, come probabilmente già in età romana, univa Perugia a Castiglion del Lago e a Chiusi. Il nucleo abitato di “Villa Solomei” nel 1361 era costituito da un palazzo, un “casamentum”, dodici “domus”, due casalini e la Chiesa di San Bartolomeo. Nella primavera del 1391 gli abitanti di Solomeo decidono di fortificare il proprio insediamento a motivo di difesa; molto probabilmente la costruzione del castello era stata promossa da Meo “Iohannis Cole” proprietario del palazzo maggiore: infatti nel verbale del consiglio cittadino Meo viene definito quale “committente”. Il fortilizio fu costruito a ridosso del palazzo di proprietà di costui, “Iuxta Pallatium Dicti Mei”. Sul finire del XIV Secolo il Castello di Solomeo doveva essere completato, ma si continuò ancora per qualche tempo ad indicare Solomeo con il termine di “Villa”.

Nel Rinascimento Villa Solomei - così la troviamo registrato nei documenti antichi - vive un’intensa crescita demografica. Della durata nel tempo della sua floridezza ci parlano il solitario e romantico Camposanto e la settecentesca villa Antinori.

Solomeo è nel cuore di Brunello, perché rappresenta il centro della sua vita familiare, imprenditoriale e spirituale.

Socrate

L’idea di riunire qui gli aspetti simbolici della sua vita risale al 1985: una scelta in controtendenza rispetto a quanto avveniva in quegli anni.

In Italia, a quel tempo, ci si liberava dei legami con il territorio, senza alcun rimpianto per la perdita dei valori e delle tradizioni che oggi, al contrario, vengono profondamente rivalutati, dando ragione alla scelta originale di Brunello.

1994 L'Uomo Vogue
1995 Fashion
1998 Famiglia Cristiana

Più di recente l’attività aziendale, che in un primo momento era stata ospitata nel castello, è stata spostata a valle, e gli antichi ambienti medioevali accolgono le aule della Scuola di Arti e Mestieri nata nel 2013.

Il Borgo è ora ancor più strettamente legato al Foro delle Arti, e si potrebbe dire che tutta Solomeo è un’area dedicata alla cultura, all’arte, alla tradizione, alla storia, alla vita felice.

Confucio

Il Foro delle Arti

Il Foro, nell’antica Roma, era il luogo dove le genti si potevano incontrare per ogni aspetto della vita sociale. Era un luogo aperto circondato da architetture importanti. Nell’antica Roma esistevano poi dei parchi bellissimi, come quello che possedeva in Toscana Plinio il Giovane, un luogo privato dove gli ospiti venivano invitati in occasione delle feste. Anche nella villa di Plinio vi erano architetture, e il tutto era immerso nel verde.

Socrate
Il Foro delle Arti

Il Foro delle Arti è una fusione di questi due antichi modelli di bellezza. Sin da quando fu progettato, nel 2001, tutti i suoi elementi si collocano attorno al Teatro Cucinelli, nuovo edificio d'ispirazione rinascimentale che ospita le stagioni di prosa, di musica e di danza che scandiscono gli anni del borgo. Di fronte, si apre un’area ovale denominata Anfiteatro, adatta a ospitare i festival musicali e gli spettacoli durante la stagione estiva.

Solomeo

Accanto, un complesso a terrazze denominato Giardino dei Filosofi è dedicato alla riflessione e alla contemplazione della natura.

Infine l'Accademia Neoumanistica Aureliana è lo spazio destinato all'incontro e alla convivialità, e offre altresì una biblioteca con testi classici e moderni.

Solomeo, Accademia Neoumanistica Aureliana

Tutte le parti sono connesse tra loro da un tessuto verde, con pergolati, fontane, siepi di rosmarino, cipressi, roseti rifiorenti, e tutto affaccia su una valle di straordinaria suggestione.

La spiritualità di questo luogo è immanente, e la si può sentire abbracciarci non appena varchiamo la soglia del bel cancello guardato da due aquile severe, anch’esse, come sembra, commosse dalla suggestione vitale.

Oggi però il Foro delle Arti è ancora più esteso, con un nuovo edificio, anch’esso classicheggiante, costruito verso il borgo come sede centrale della Scuola di Arti e Mestieri, e lo stesso castello, divenuto un’estensione della scuola.

La mole fortificata fronteggia la circolare piazza della Pace, ornata di olivi, anch’essa sempre più spesso dedicata a concerti e a rappresentazioni artistiche.

Oggi il Foro delle Arti è, per il suo significato concreto, tutta Solomeo. Una cittadella umanistica dove le aspirazioni di ogni anima nobile trovano la loro casa accogliente.

Solomeo, Targa Goethe
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